COME PULIRE LE ORECCHIE AL GATTO

Poche semplici righe per il vostro amico

Premessa fondamentale: non sono un veterinario. Quindi, parliamoci chiaro. Se il vostro micio ha dei seri problemi alle orecchie, come una malattia, un trauma post-incidente o qualcosa di serio, non continuate a leggere. Ci sono persone più qualificate di me che possono aiutarvi; e mi sento perciò tenuto a ripetervelo: rivolgetevi al veterinario, sempre. Il fai da te, in casi seri, è pericoloso per il nostro baffuto pelosetto.

A parte questo, poche semplici righe con alcune accortezze, che magari già conoscete, ma che io ho imparato a poco a poco, in compagnia dei miei carezzevoli amici.

Il primo “bimbo” in questione è un bel gatto di 4.5 kg, di nome Toki. Tigrato europeo dal manto grigio argenteo e dagli splendidi occhi gialli, dal carattere pigro, ma dolcissimo, in compagnia di Valeria: piccola, dolce, tigrata europeo bruno, che a malapena riesco a tenere in braccio.

I gatti, questo è risaputo, si prendono cura del loro pelo, spazzolandolo con la loro linguetta rasposa, togliendo il pelo morto e, dove non possono arrivare con la lingua, bagnano la loro zampetta e se la passano sul capo. Il rituale del lavaggio con la lingua è tipico per quasi tutti i felini, dal più grande al più piccolo. I nostri gatti passano molto del loro tempo nel “lavarsi”, in quanto elimina appunto il pelo morto, mantiene lucido il pelo e mantiene la circolazione attiva. Basti pensare a quando mamma gatta fa il “bagnetto” ai piccoli appena nati. Mamma gatta li massaggia con la lingua, oltre che per tenerli puliti, anche per attivare la circolazione e far funzionare di conseguenza meglio gli organi.

Non so se lo sapete: chi è allergico, come me (Pazienza), agli animali, in questo caso al gatto, non è (Almeno nel mio caso), dovuto al pelo, ma alla saliva del gatto, distribuita su tutto il pelo durante il lavaggio. E poco importa se, per affetto, il mio Toki mi viene a “lavare” quei pochi capelli che ho in testa, leccandomi per decine di minuti, come se fossi anche io un gatto. È un segno di affetto e di amore, come le fusa o come quando si acciambellano su di te e dormono della grossa (Toki russa, Valeria fischia col nasino!)

Per tutti i gatti quindi il rituale è lo stesso. Sia esso si tratti di un comune europeo (Il classico gatto tigrato), sia un siamese, sia un angora dal pelo lungo. Maggiore attenzione, però, in ogni caso e con ogni razza, alle orecchie del gatto. Se per scherzare avvicinate delicatamente un dito sopra alla punta delle orecchie del micio, vedrete che le muoveranno, anzi si scuoteranno, come fossero delle ali, per eliminare il fastidio. Ciò vi fa capire come siano sensibili. Il gatto, come tutti gli animali predatori, non solo fanno affidamento sui loro sensi acutissimi come l’olfatto, la vista “notturna”, e un’agilità fuori dal comune, ma anche sull’udito. È palese che tutti i loro sensi siano fini più di quelli dell’uomo, ma proprio per questo motivo, la loro salute deve essere tenuta d’occhio da noi.

Le orecchie sono un punto delicato, e perciò importante e facilmente attaccabile da agenti esterni, insetti, corpi estranei o da un eccesso di cerume e quindi portato ad infiammarsi.

La struttura esterna dell’orecchio presenta, un padiglione, rivestito di peluria, più o meno intensa, con presenza delle vibrisse (Sì, i baffi del gatto che in realtà si chiamano vibrisse, possono anche trovarsi sulla punte delle orecchie) una zona intermedia dove il tessuto forma delle anse e l’orecchio interno con il timpano.

Ho già detto all’inizio che non sono un veterinario e che queste poche righe sono solo un promemoria per prendersi cura delle orecchie del gatto, quando queste sono sane, per evitare che sopraggiungano infezioni. Pertanto, se il pelosetto inizia a grattarsi insistentemente le orecchie, o scuote la testa, controllate immediatamente che non vi siano rossori, infezioni, cerume in sovrabbondanza, o corpi estranei e, nel qual caso, ve lo ripeto: ANDATE DAL VETERINARIO e seguite le sue istruzioni alla lettera.

Mentre invece, per una igiene, quotidiana, o anche un giorno sì e un giorno no, per prendervi cura delle orecchie del vostro piccolo amico ecco cosa dovete fare:

  1.  Agguantate il gatto.
  2.  Non fatevi graffiare.
  3. Se vi siete fatti graffiare, mollate il gatto, disinfettatevi e ripartite dal punto 1;
  4. Abbiate cura di accarezzare il gatto per tenerlo buono. Il farsi toccare in alcuni punti sensibili dà fastidio a noi umani, figuriamoci a lui.
  5. Con delicatezza osservate le orecchie, sia internamente, sia esternamente, possibilmente alla luce del giorno.
  6. Non soffiarci mai dentro, nemmeno delicatamente.
  7. Per la pulizia non usate mai il cotton fiocc: il rischio di far danno è alto.
  8. Se il vostro gatto non si è ancora stufato di essere accudito da voi andate al punto nove. Se vi siete fatti graffiare andate al punto 3.
  9. Usate per la pulizia dei batuffoli di cotone, tipo quelli per struccarsi, imbevuti o di acqua tiepida o di latte detergente per bambini. No alcool o lenitivi che usate normalmente per voi. Il gatto non è una persona. Ha un valore di acidità della pelle diverso.
  10. Non esagerate nel detergere l’orecchio, non dovete strofinare! Se strofinate vi ritroverete immediatamente al punto 3.
  11. Ho provato, ad esempio, ad usare, invece dei soliti prodotti emollienti da supermercato, un “rimedio della nonna”. Semplice camomilla da bere. L’infuso, una volta raffreddato, può essere utilizzato, sia per la pulizia del padiglione, sia per il fastidioso muco che può venire intorno agli occhi del gatto. È emolliente, pulisce, è naturale e per nulla fastidioso al nostro amico. (Ma i miei due sono un po’ particolari, specie la femminuccia che mi ha costretto a ripartire varie volte dal punto 3).

Se casomai il vostro micio necessitasse di un bagno (Ad esempio perché la razza è a pelo lungo), attenzione che lo shampoo non vada nelle orecchie. Perciò consiglio di lavare la testa per ultimo (Come faccio io). Come ripeto, ciò è solo un promemoria. Tante cose le ho imparate da chi ha avuto gatti prima di me, e qualche volta anche da veterinari. Qui si parla solo di orecchie, ma è giusto far notare che la stessa attenzione bisogna darla a tutto… Ma se amate gli animali (E, come me, i gatti), questo lo sapete già, e sono contento.

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