LE ISOLE EGADI, VERO TESORO DEL MEDITERRANEO

Capolavori della natura, acque cristalline e testimonianze archeologiche uniche in Europa si fondono nell'arcipelago a largo di Trapani
Scorcio di Marettimo

Scorcio di Marettimo

Cinquanta navi da guerra affondate, settanta catturate con oltre diecimila uomini fatti prigionieri. Fu il bilancio della flotta cartaginese dopo la battaglia delle Egadi del 10 marzo 241 a.C. Le perdite romane si limitarono a 30 navi da guerra. Con questa brillante vittoria del comandante Gaio Lutazio Catulo sul generale Annone che comandava le navi di Cartagine, Roma poneva fine al conflitto ventennale con la storica rivale. La vittoria nella Prima Guerra Punica consegnava ai romani il predominio commerciale nel Mediterraneo.
Questo è certamente l’episodio storico più celebre legato all’arcipelago delle Egadi, ricche di storia antica come tutta la provincia di Trapani. Le cinque isole, Favignana, Levanzo e Marettimo oltre alle più piccole Formica e Maraone, che sorgono sul mare a largo della costa occidentale della Sicilia, sono sicuramente tra le più belle del Mediterraneo. Natura incontaminata, spiagge pulite, scogli ed acque cristalline creano uno scenario da sogno.

PREISTORIA E STORIA

I graffiti nella Grotta del Genovese (Levanzo)

I graffiti nella Grotta del Genovese (Levanzo)

La storia delle Egadi inizia prima della Storia. Ne sono testimonianza i graffiti rinvenuti nella Grotta del Genovese, a Levanzo. Inequivocabili per i paleontologi le forme di animali che sono state incise nelle pareti, come il Cervus elaphus, il Bos primigenius e l’Equus hydruntinus, specie che risalgono al paleolitico superiore. I graffiti evidenziano anche figure umane. In base alle analisi di laboratorio è stato possibile datare queste incisioni all’anno 9.230 a.C. Ci sono anche graffiti palesemente più recenti e più elaborati, di certo Levanzo fu un insediamento umano fin dalla notte dei tempi, in un arco di quattromila anni tra il 10.000 ed il 6.000 a.C.
Delle Egadi si parla presumibilmente anche nell’Odissea, di fatto Ulisse approda nell’isola di Aegades che dalla descrizione di Omero ricorda molto Favignana. Nel 1.200 a.C. l’arcipelago venne abitato dai Sicani e successivamente divenne una colonia fenicia. L’invasione cartaginese è datata intorno al 400 a.C., le Egadi diventano romane dopo la battaglia navale che abbiamo già descritto. Seguono poi il destino di tutti i territori facenti parte dell’Impero Romano dopo la caduta, subiscono infatti le invasioni barbariche prima dei Vandali e poi dei Goti. Nelle epoche ancora successive l’arcipelago passa nelle mani degli Arabi (878 d.C.), dei Normanni (1090) e nel corso dei secoli diventa parte integrante dei regni svevi, angioini ed aragonesi. Risale a quest’ultimo periodo, nel 1651, la nomina delle isole in Contea di Favignana ad opera del re Filippo III.

ITINERARI ARCHEOLOGICI

Il Castello di Punta Troia

Il Castello di Punta Troia

Oltre alla Grotta del Genovese di Levanzo che abbiamo citato, sono tanti gli itinerari archeologici delle tre maggiori isole Egadi. A Favignana ci sono ulteriori tracce di antichissimi insediamenti umani nelle grotte che si trovano nei pressi della caletta di San Nicola. Sempre nella zona est della più grande delle isole ci sono resti di una splendida piscina romana, chiamata Bagno delle donne scavata nel calcare con infiltrazioni per l’acqua marina. Lungo la costa ovest, superato il faraglione, si trova la grotta delle Uccerie o delle Stalattiti, accessibile da un cunicolo molto stretto dal quale si scende verso lo stanzone centrale.
A nord-est del monte di Santa Caterina sono inoltre presenti alcune iscrizioni puniche soprattutto in altre due grotte dell’isola, quelle del Pozzo e della Ficarra.
Nell’isola di Marettimo, in cima al più alto promontorio, sorge il Castello di Punta Troia, edificato nel 1600 ad opera degli aragonesi sulle fondamenta di una torretta araba del IX secolo. Naturalmente nel corso degli anni sono stati numerosi i ritrovamenti subacquei di antiche anfore e resti di navi, residuati della battaglia delle Egadi del 241 a.C.

DELIZIA DEI BAGNANTI

Cala Rossa di Favignana

Cala Rossa di Favignana

Tra le isole Egadi, la più turistica dal punto di vista balneare è Favignana. Il punto più celebre e più frequentato è Cala Rossa che prese tale nome in epoca romana per testimoniare il sangue versato durante la Prima Guerra Punica. Le acque di Cala Rossa in realtà sono trasparenti, di una straordinaria limpidezza. Le spiagge sabbiose non sono tantissime, la più grande è il Lido Burrone, oltre alla spiaggia di Calamoni che alterna gli scogli ad alcune calette sabbiose. Altri due luoghi di straordinaria bellezza sono Cala Azzurra e Cala Rotonda, considerata quest’ultima una dei più bei porti naturali dell’isola. All’interno di un particolarissimo arco naturale di pietra denominato Arco di Ulisse, ci sono molte spiaggette raggiungibili a piedi.

 

 

L'arco di Ulisse

L’arco di Ulisse

L’arcipelago è inoltre una vera chicca per gli appassionati di escursioni subacquee. In profondità non proibitive è possibile ammirare scenari naturali di estremo fascino come nella zona di Punta Faraglione a Favignana dove a 12 metri sotto il mare c’è la Secca Sciubba (particolare piattaforma rocciosa che si estende per oltre trenta metri), la Punta Mugnone e la Secca del Cretazzo di Marettimo e Capo Grosso di Levanzo. Per gli amanti della vegetazione sottomarina consigliamo anche l’itinerario sulla Posidonia di Formica e Maraone.
L’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, estesa per 53.992 ettari, è la riserva marina più grande d’Europa. Istituita nel 1991, dal 2001 è gestita per conto del Ministero dell’Ambiente dal Comune di Favignana.

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