QUANDO LO SPORT DIVENTA A LUCI ROSSE

PornHub vuole sponsorizzare una squadra di calcio in Italia. Non sarebbe la prima volta di un marchio hard in una società sportiva
La pornostar Claire Castel sulla Yamaha di Hugo Payen

La pornostar Claire Castel sulla Yamaha di Hugo Payen

Calcio a luci rosse o poco ci manca. Non stiamo parlando di un presunto scandalo ma di una proposta imprenditoriale che arriva da uno dei più noti siti di “pornsharing” della rete. La notizia ha destato scalpore. Il porno è sempre un tabù, nonostante sia da sempre un’industria che smuove miliardi di dollari in tutto il mondo.
Non ci soffermiamo sul fenomeno e sulle sue evoluzioni costantemente al passo con i tempi. Il rumore lo ha provocato Corey Price, vicepresidente di “PornHub“, che qualche settimana fa ha dichiarato la sua disponibilità a sponsorizzare una squadra del campionato italiano di calcio di serie A. Gli ha fatto eco il pornodivo italiano più celebre del mondo. Rocco Siffredi, intervistato da “Tuttomercatoweb“, ha sottolineato la serietà di PornHub invitando alcune squadre a farsi avanti (“vedo bene Roma e Sampdoria”, ha dichiarato).
Quella di PornHub è chiaramente una proposta serissima ma se dobbiamo dirla tutta, ci sembra invero difficile che l’invito possa essere accettato. Questione di immagine? Teoricamente si, perchè il porno è quella classica cosa che tutti conoscono ma pochi dichiarano di guardare.
In realtà PornHub era a sua volta stato invitato a sponsorizzare una squadra di calcio, il tutto partito per provocazione quando i Rutherford Raiders, squadra dell’Università di Kent nel Regno Unito, avevano stampato sulle maglie da gioco il logo del sito a luci rosse proponendosi per una sponsorizzazione. PornHub aveva accettato ma l’Università ovviamente si è opposta.
Nel recente passato però l’industria del porno è sbarcata davvero nel mondo dello sport. Esempio celebre quello di Hugo Payen che per ben tre anni alla “Dakar” è stato sponsorizzato da Marc Dorcel, titolare dell’omonima compagnia di produzione francese a luci rosse. Testimonial della sua Yamaha 450 YZF Rally due note attrici hard, entrambe francesi, Anna Polina e Claire Castel. L’immagine sexy di quest’ultima stava in bella mostra sulla livrea della moto nella Dakar del 2013.

Il logo di "Villa Erotika" sulle maglie del Voukefala Larissa

Il logo di “Villa Erotika” sulle maglie del Voukefala Larissa

Tornando al mondo del calcio, nel 2009 una squadra giovanile scelse come sponsorizzazione un noto club di lap dance. Si trattò della Sanfiorese la cui rappresentativa Allievi recava sulle maglie il logo dell’”Alibi lap dance club revolution“, locale di San Fior di Treviso. Ben più scandalosa e densa di polemiche fu la scelta del Trento nel 2007, tra gli sponsor della squadra c’era infatti una nota casa di piacere di Innsbruck, in Austria. Il nome del locale non compariva sulle maglie ma sul sito ufficiale del Trento c’era tanto di link che conduceva al sito della “Casa Bianca“. Furono forti le proteste dell’amministrazione provinciale di Trento e di fatto il sodalizio calcistico rinunciò all’audace sponsorizzazione ed all’introito economico in cambio del quale certamente la Provincia di Trento aumentò il previsto contributo pubblico. Altro caso in Spagna, caratterizzato da molto meno clamore. L’Albacete in passato è stata sostenuta economicamente dal “Night Privée“, recando anche il logo sulle maglie. Stessa cosa è accaduta in Grecia nel 2012 dove il Voukefala Larissa, squadra delle serie minori elleniche in pesante crisi finanziaria, ha trovato risorse tradotte in euro da “Villa Erotika”, uno dei “bordelli” più rinomati del capoluogo della Tessaglia.
Al di là del porno o dei locali di richiamo esplicitamente sessuale, il sesso in se stesso in Italia è sempre stato qualcosa di cui non si parla. Nel corso dei decenni molte barriere a riguardo sono cadute ma certamente negli anni ’80 destava scalpore che una ditta di profilattici sponsorizzasse un team sportivo. Fu il caso della Akuel che legò il suo nome alla squadra di baseball del Santarcangelo di Romagna. Sempre la Akuel, alla fine degli anni ’90, si riaffacciò al mondo dello sport sponsorizzando la “Esseci Accadue Lorena”, team di ciclismo femminile di cui facevano parte l’olimpionica Zoulfia Zabirova e la campionessa mondiale Alessandra Cappellotto. Un altro noto marchio di profilattici, la Jeans Hatù, sponsorizzò la Zinella Volley Bologna nel campionato di serie A1 1997/98. Per quanto riguarda la pallavolo femminile invece fu singolare il caso dell’Olympic Lucca che nel campionato di Prima Divisione 2008/2008 legò il suo nome al sexy shop “Boutique dell’Eros”.

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